domenica 19 ottobre 2008

XXIX Domenica Tempo Ordinario - Anno A

letture: Is 45,1.4-6; Sal 95; 1 Ts 1,1-5b; Mt 22,15-21

Il mio Euro


“Conoscendo la loro malizia…”..con questa frase i discepoli dei farisei, accompagnati dagli erodiani, sono messi in scacco da Gesù con lo stesso tranello che volevano tendergli.
Essi infatti si presentano a Lui con un fare mellifluo, dolciastro, pieno di falsità, che fa dir loro: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno”. Gli riconoscono la capacità di vedere la verità nel mondo e di compierla, per volere di Dio. E Gesù mette subito in pratica questa sua qualità smascherando la loro ipocrisia e denunciandoli per ciò che sono, falsi e ingannatori.
Ma la sfida rimane ancora aperta…l’amo è ancora gettato e i farisei ed erodiani ancora aspettano una risposta che Gesù non fa tardare a venire, accompagnata questa volta da un suo tranello: “«Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro”. Proprio essi che si fanno ora tanti scrupoli per pagare una tassa ora infrangono, in un solo gesto, tutte le regole che si erano dati per vivere da pii israeliti…portano con sé del denaro romano (mentre Gesù non ne ha, visto che lo domanda a loro), quel denaro che recava impressa l’immagine dell’imperatore romano con la scritta “Pontefice Massimo” e “figlio divino”. In più essi non lo fanno in un luogo qualsiasi, ma nel recinto del tempio (Mt 21,23) dove era per loro vietato qualsiasi genere di commercio.
La domanda che segue e la risposta dei farisei “l’immagine impressa è di Cesare quindi rendetegli ciò che è suo” stabilisce il primo dei doveri morali di ogni uomo: contribuire al bene comune come può, anche pagando le tasse. Ma il seguito della risposta di Gesù “Rendete a Dio ciò che gli appartiene” è molto più affascinante e impegnativo, poiché, a ben vedere, l’uomo è stato creato a immagine di Dio, quindi deve restituirGli tutto sé stesso, ciò che è e quello che fa, tutto…

Mi rigiro tra le dita un Euro che porta impressa l'immagine dell'uomo e non posso che domandarmi: "a chi restituirò questo soldo? A chi riconsegnerò quest'uomo?".

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