Musica & parole - Madre perla
Onora il padre e la madre… è una sorta di esortazione a dimostrare rispetto per tutto ciò che non abbiamo visto ma che la realtà ci dice essere stato fatto…
Il problema nasce invece quando basiamo il nostro rispetto per i genitori solo su ciò che ci è sotto gli occhi in quel momento, come se ci fosse stata cancellata la memoria: mettiamo alla prova quotidianamente e pretendiamo la risposta giusta che, se non arriva puntuale, innesca critiche contro coloro che rimarranno sempre le persone con le quali non riusciremo mai a saldare il debito contratto alla nascita avendo ottenuto da loro la vita. Un’ostrica non si lamenta della conchiglia che la racchiude perché, seppur stretta, non è per essa una prigione ma uno scudo e quando se ne convince ecco la sorpresa più grande… la nascita di una perla, la scoperta di un tesoro.
ALEX BRITTI, Mamma & papàTesto e musica: A. Britti
Alex Britti, La vasca (2000)
Alex Britti, La vasca (2000)
Hey papà, stammi a sentire:
ti ricordi quella volta che siamo andati a pedalare?
Con le biciclette stanche, con le mani sporche e vuote
eravamo come fratelli, uguali come due ruote.
Ti ricordi la domenica mi portavi con te allo stadio?
Quella volta che m’hai preso in braccio con la curva sotto assedio
la gente che scappava, sembrava una guerriglia:
io sembravo un’ostrichetta e tu la mia grande conchiglia.
Hey papà, la sera in televisione
si vedeva di tutto e niente col tuo zapping da campione
e mamma che sbuffava, e noi litigavamo
eravamo così uguali eppure non ci capivamo.
Noi, confusi dalla vita e dal lavoro,
da una vita che non si è scelta ma che ci sembrava d’oro;
bianco & nero come un film degli anni ‘30
anche se me ne hai fatte tante, la mia fiamma non si è spenta
e sto qui a cantare col tuo sangue nelle vene
me ne hai fatte tante ma ti voglio bene.
Hey mamma, guardami adesso:
sempre lo stesso figlio anche se non parliamo spesso,
come quando da bambino che sembravi mia sorella,
ti vedevo in mezzo agli altri ed eri sempre la più bella.
Mi ricordo che stavamo praticamente sempre insieme
tua unica missione era farmi stare bene
anche quando invece non era tutto a posto,
mi guardavi sorridendo e soffrivi di nascosto.
E quando arrivava l’estate andavamo sempre al mare
con la macchina senza radio pensavamo noi a cantare
le canzoni di Bennato, Battisti e De Gregori:
eravamo sull’asfalto ma sembrava in mezzo ai fiori.
E poi la sera non volevo mai dormire
e tu anche se eri stanca mi venivi a coccolare
e ancora adesso che non stiamo tanto insieme
penso a quei momenti d’oro se ho bisogno di star bene
passa il tempo siamo grandi in un istante
ma sei ancora la mia voce più importante.
Quante volte vi ho pensati nei momenti più importanti,
quando solo sopra a un palco affrontavo i miei giganti,
quando in macchina di notte con l’Europa da scoprire:
fare finta di star bene per non farvi preoccupare.
Quante volte ho detto basta ma chi me lo fa fare,
però poi pensando a voi non riuscivo mai a mollare:
questa vita di speranze ma piena d’emozioni,
questa vita che racconto spesso nelle mie canzoni,
qualcosa che va oltre la realtà
e che non finirà mai.
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