venerdì 14 marzo 2014

Musica & parole - Pausa

Musica & parole - Pausa

SCRITTO DA FRA GIORGIO RIZZI.
pag 12 12 shutterstock 55566277Là fuori c’è di tutto: divertimento gioia, sballo, stordimento… ma quello che porto dentro è più grande, bello, intenso, importante e feroce; per troppo tempo è rimasto sedato, sepolto sotto l’indifferenza mia e di questa realtà in cui vivo, che mi chiede di dare fondo alle mie energie e risorse nel tentativo di stare al suo passo… quello stesso che poi non porta da nessuna parte, che ci chiede di essere sempre “up”, sempre pronti a rispondere ai suoi impulsi senza mai un attimo di tregua, senza un minuto per noi, per guardarci dentro e scoprire che lì c’è un urlo che aspetta di essere liberato e che vuole liberarci: SCEMO!! Già, a volte ciò che cerchiamo e facciamo è scemo, non lascia traccia ma solo vuoto; scemo, è quello che mi ripeto quando perdo tempo in cose che non mi migliorano, quando levando lo sguardo al cielo chiedo a Dio che queste lacrime e solo loro possano essere la nostra compagnia, mia e sua, il nostro momento di fermo e pausa, il nostro punto a fine riga. 
A proposito… questo è stato il primo punto dall’inizio del capoverso e chiedo a te: com’è stato leggere tutto senza neppure un attimo di pausa? Difficile? Impossibile? Eh sì… una pausa ogni tanto è proprio necessaria per tirare un bel respiro e ripartire… non se ne può proprio fare a meno!

ZUCCHERO FORNACIARI, L’urlo
Testo e musica: M. L. Brown, A. Fornaciari,
T. Moss, L. Ferré
Zucchero Fornaciari, La sesión cubana (2012)
Questo è un urlo che viene 
 e un urlo che va 
 dal buco del c..o al cuore.
 Non c’è più religione:
 per questo sarà 
 un grido di rabbia e dolore.
 Ma cosa c’è di volgare, 
 oltre all’essere scemo? 
 Digli che è scemo, scemo tu. 
 Digli che è scemo.
 Digli che è scemoooooo.
Questo è un urlo feroce, 
 non è un canto di pace che fa: 
 get on down, get on down, get on down. 
 Perché la fuori c’è di tutto: 
 pescicani e barracuda, 
 sciacalli e meduse, 
 polipi e molluschi, 
 topi di fogna e un serpente strisciante che è: scemo. 
 Digli che è scemo, scemo tu. 
 Digli che è scemo.
 Digli che è scemoooooo.
Non ho parole, babe,
 adesso non ne ho più.
 Ho gli occhi fissi al cielo, 
 pieni di pianto.
 Ma sento
 un canto, 
 un rumore, 
 che cresce: 
 un grido del cuore! 
 Ma cosa c’è di volgare, 
 oltre all’essere scemo? 
 Digli che è scemo, scemo tu. 
 Digli che è scemo.
 Digli che è scemoooooo.

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