Musica & parole - Pausa
Là fuori c’è di tutto: divertimento gioia, sballo, stordimento… ma quello che porto dentro è più grande, bello, intenso, importante e feroce; per troppo tempo è rimasto sedato, sepolto sotto l’indifferenza mia e di questa realtà in cui vivo, che mi chiede di dare fondo alle mie energie e risorse nel tentativo di stare al suo passo… quello stesso che poi non porta da nessuna parte, che ci chiede di essere sempre “up”, sempre pronti a rispondere ai suoi impulsi senza mai un attimo di tregua, senza un minuto per noi, per guardarci dentro e scoprire che lì c’è un urlo che aspetta di essere liberato e che vuole liberarci: SCEMO!! Già, a volte ciò che cerchiamo e facciamo è scemo, non lascia traccia ma solo vuoto; scemo, è quello che mi ripeto quando perdo tempo in cose che non mi migliorano, quando levando lo sguardo al cielo chiedo a Dio che queste lacrime e solo loro possano essere la nostra compagnia, mia e sua, il nostro momento di fermo e pausa, il nostro punto a fine riga.
A proposito… questo è stato il primo punto dall’inizio del capoverso e chiedo a te: com’è stato leggere tutto senza neppure un attimo di pausa? Difficile? Impossibile? Eh sì… una pausa ogni tanto è proprio necessaria per tirare un bel respiro e ripartire… non se ne può proprio fare a meno!
ZUCCHERO FORNACIARI, L’urlo
Testo e musica: M. L. Brown, A. Fornaciari,
T. Moss, L. Ferré
Zucchero Fornaciari, La sesión cubana (2012)
Testo e musica: M. L. Brown, A. Fornaciari,
T. Moss, L. Ferré
Zucchero Fornaciari, La sesión cubana (2012)
Questo è un urlo che viene
e un urlo che va
dal buco del c..o al cuore.
Non c’è più religione:
per questo sarà
un grido di rabbia e dolore.
Ma cosa c’è di volgare,
oltre all’essere scemo?
Digli che è scemo, scemo tu.
Digli che è scemo.
Digli che è scemoooooo.
Questo è un urlo feroce,
non è un canto di pace che fa:
get on down, get on down, get on down.
Perché la fuori c’è di tutto:
pescicani e barracuda,
sciacalli e meduse,
polipi e molluschi,
topi di fogna e un serpente strisciante che è: scemo.
Digli che è scemo, scemo tu.
Digli che è scemo.
Digli che è scemoooooo.
Non ho parole, babe,
adesso non ne ho più.
Ho gli occhi fissi al cielo,
pieni di pianto.
Ma sento
un canto,
un rumore,
che cresce:
un grido del cuore!
Ma cosa c’è di volgare,
oltre all’essere scemo?
Digli che è scemo, scemo tu.
Digli che è scemo.
Digli che è scemoooooo.
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